domenica , settembre 24 2017
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Eliminare il glutine fa dimagrire ed è più salutare per l’organismo?

Torniamo ad occuparci dei miti alimentari, la campagna di sensibilizzazione promossa da AIDEPI che mira a sfatare quei miti più radicati nella nostra cultura alimentare, parlando di alimenti senza glutine.

Quello delle intolleranze alimentari è un argomento che sempre più spesso viene servito nelle nostre tavole ma che, purtroppo, non siamo ancora pronti ad affrontare nel modo corretto. Attualmente, esistono vari tipi di intolleranze alimentari scientificamente riconosciute, tra le quali l’intolleranza al lattosio e l’intolleranza al glutine sono quelle più conosciute e, pertanto, maggiormente discusse. Partiamo quindi dal principio.

Che cos’è il glutine e come si ottiene?

Il glutine è un elemento proteico contenuto in molti cereali, tra i quali orzo, farro, segale, grano (compreso il kamut), frumento che, legato all’acqua, dà vita appunto al glutine. Potete ottenere voi stessi del glutine in casa in maniera casalinga, se vi fa piacere vedere quale aspetto ha.

Per farlo, sciogliete un cucchiaino di sale in 100 ml d’acqua e tenetela in parte. In una ciotola versate 50 gr di farina e, piano piano, aggiungete l’acqua mescolando con una forchetta finché otterrete una pallina compatta. Impastate poi bene con le mani finché la pallina diventa elastica, lasciatela poi riposare coperta per 15 minuti. Trascorso il tempo necessario, riprendete la pallina e lavoratela ancora con le mani sotto un filo d’acqua del rubinetto, finché l’acqua che cola non è completamente trasparente. A questo punto il nostro impasto avrà perso del tutto l’amido e sarà rimasto soltanto il glutine.

È proprio grazie al glutine che le farine sono in grado di assorbire l’acqua e diventare così viscose ed elastiche senza rompersi, ovviamente più alto è il contenuto di glutine di una farina, più acqua quest’ultima sarà in grado di assorbire durante la lavorazione. Per questo motivo gli impasti che richiedono lavorazioni lunghe e grandi quantità d’acqua, vengono sempre eseguiti con farine così dette “di forza”, ovvero ad alto contenuto di glutine.

L’intolleranza al glutine: la celiachia

La celiachia è una malattia genetica autoimmune che scatena anticorpi presenti nell’intestino tenue, il quale si infiamma e si lesiona in seguito all’assunzione di cibi contenenti glutine. I sintomi della celiachia sono vari come il gonfiore intestinale, malessere generale, disturbi intestinali di vario genere seguiti da dolore e possono presentarsi sia nella prima infanzia subito dopo lo svezzamento che in età adulta, perché la malattia può comparire anche in tarda età.

L’unico modo per ottenere una diagnosi che confermi o smentisca la presenza della malattia, è quello di fare gli esami del sangue i quali dovranno evidenziare la presenza o meno di quei particolari anticorpi. Soltanto in seguito ad una diagnosi sarà possibile ricevere dal proprio medico nutrizionista una dieta bilanciata che compensi la mancanza di tutti quegli alimenti che contengono glutine con altri di pari valori nutrizionali. È assolutamente importante non abbandonarsi a diete fai da te per evitare scompensi, problemi di mal nutrizione o la ricomparsa dei sintomi della celiachia.

E la sensibilità al glutine?

Rientrano nella sensibilità al glutine tutti quei soggetti che accusano di avere i sintomi della celiachia, pur non presentando gli anticorpi nel sangue né infiammazione intestinale. Non basandosi su test e prove scientifiche, gli esperti sono molto dibattuti sull’esistenza o meno della sensibilità al glutine da un punto di vista medico. Nel 2013 è stato condotto uno studio di doppio cieco su pazienti affetti da sensibilità al glutine ed è stato impossibile stabilire della sua esistenza, ma neanche è stato possibile escluderla.

Si pensa che in sempre più persone si instauri quella che viene chiamata “Effetto Nocebo”, ovvero in contrapposizione al Placebo: i soggetti che ritengono di assumere qualcosa che possa nuocergli, avvertono i sintomi provocati da quel determinato elemento indipendentemente dal fatto che ciò che hanno ingerito lo contenga davvero oppure no. La cosiddetta sensibilità al glutine sta diventando sempre più diffusa nella popolazione, tanto che in molti casi questa “moda” viene addirittura strumentalizzata a scopo di marketing dalle aziende alimentari. Pensate a quante volte vi è capitato di leggere la scritta “Senza glutine” in alimenti che non dovrebbero contenerlo naturalmente come i salumi, i latticini e così via. È chiaro che non si tratta di un’informazione necessaria ai celiaci, i quali avendo a che fare con una malattia importante, sanno già molto bene quali alimenti possono assumere e quali no.

Da qui nascono vari miti sul glutine che affermano quanto questo sia dannoso per la salute. Dilagano le diete fai da te che come risultato hanno solo quello di debilitare inutilmente l’organismo negandogli sostanze fondamentali al suo mantenimento in buona salute.

Cosa dicono gli esperti?

Il Prof. Luca Piretta, Medico-Chirurgo Specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva Specialista in Scienza della Nutrizione Umana, sostiene che non solo gli alimenti senza glutine non facciano dimagrire, ma che abbiano addirittura una concentrazione in grassi superiore agli alimenti con glutine in quanto per sostituire il potere emulsionante del glutine, viene fatto ricorso all’aggiunta artificiale di emulsionanti, come l’E471, che sono mono-digliceridi quindi grassi. Leggete l’approfondimento del Dott. Luca Piretta sul sito di Ore17.

Ci tengo a precisare che è sempre bene non abbandonarsi alle auto-diagnosi facili eseguite seguendo i consigli letti sul web, è sempre bene affidarsi senza indugio ad uno specialista nel caso si avvertano particolari sintomi perché soltanto in seguito allo svolgimento di accurate indagini basate su esami scientifici è possibile stabilire se si soffra o meno di una patologia. Fatelo per voi stessi e per la vostra salute. Anche perché, come dice Bressanini, se pensate di avere un’intolleranza al glutine ed eliminate totalmente quest’ultimo dalla vostra dieta, non presentando più i sintomi sarà impossibile per uno specialista diagnosticarvi la malattia.

Se hai trovato questo articolo interessante e ti piacerebbe saperne di più sui miti alimentari, sei finito nel posto giusto. Proprio in questi giorni, infatti, è partita l’operazione “Sfatiamo i falsi miti alimentari” che vedrà protagonisti altri blogger come il mio tra i quali Genitori Channel, Mammeacrobate, Bismama e Superpapà, assieme ad AlFemminile e Ore17. Tutti noi in rete, sotto la supervisione di AIDEPI, di un team di medici specialisti che già si occupano del problema da anni, e l’ala protettrice di YourBrand.camp, parleremo dei falsi miti più radicati in ambito alimentare e delle conseguenze sul nostro organismo di alcuni comportamenti che magari assumiamo senza rendercene conto.

Ma noi, da soli, non siamo abbastanza. Come ben saprai in rete dilagano innumerevoli miti alimentari, alcuni dei quali anche molto pericolosi perché, appoggiandosi magari ad informazioni corrette e ben documentate dalle riviste scientifiche, deviano in sentenze del tutto fuori luogo che potrebbero causare problemi di salute a volte anche gravi.

Per l’Operazione falsi miti alimentari, abbiamo quindi bisogno del tuo aiuto!

Attivati anche tu su questo progetto e inviaci i miti alimentari sui quali ti piacerebbe fosse fatta chiarezza sul web. Puoi farlo commentando gli articoli che trovi sui siti sopra citati, oppure semplicemente parlandone sui Social Network (Facebook, Twitter, Google+ ecc ecc) utilizzando uno o più di questi hashtag: #OperazioneFalsiMiti, #Ore17, #AIDEPI, #bufaleamerenda. Fallo e spargi la voce anche ai tuoi amici. Io, ovviamente, ci sarò.

Se hai un blog puoi anche iscriverti a yourbrand.camp e scaricare il banner dell’Operazione Falsi Miti e caricarlo sul tuo blog, puoi scrivere anche tu un articolo sul tuo falso mito “preferito”. Per te ci saranno dei reward, vieni a scoprirli direttamente su yourbrand.camp! Scopri di più su come partecipare su Ore17.

È tutto chiaro? Se hai bisogno di maggiori dettagli non esitare a commentare qui sotto, oppure passa direttamente sui social. Se non vuoi perderti neanche uno dei miti alimentari che tratteremo in questi giorni, puoi seguire gli hashtag #OperazioneFalsiMiti, #Ore17, #AIDEPI, #bufaleamerenda oppure iscriviti alle newsletter dei blogger e dei portali che partecipano alla campagna.

 

About Carla Medda

Carla Medda
L’essere diventata mamma per me è stata una grandissima opportunità di crescita personale e professionale. Il mio blog è la mia seconda anima, la vera essenza di me. Grazie a lui ho imparato tanto, sia sul lavoro che sulle relazioni personali. Un amico che, spero, mi accompagnerà ancora per tanti anni.

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