domenica , luglio 23 2017
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Capricci: anche le mamme più calme vacillano

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Prima di diventare madre non avrei mai pensato che i capricci avrebbero potuto rappresentare un problema per me. Mi sono sempre reputata una persona piuttosto inflessibile sulle mie idee e sulle mie decisioni. Ero certa che avrei educato i miei figli in modo impeccabile, sapendo essere giusta e autoritaria allo stesso tempo.

E poi… e poi…

E poi si diventa genitori sul serio!

Ho un fratello di 13 anni più piccolo di me e, in buona sostanza, quando lui è nato gli ho fatto un po’ da seconda madre. Una seconda madre un po’ severa, diciamoci la verità. Sicuramente un po’ per la giovane età e, in parte, anche per quel filo di presunzione che da sempre mi porto dietro, pretendevo di dire a mia madre come andava educato suo figlio.

Lei, a volte spazientita, a volte cercando di essere più comprensiva, non faceva mai a meno di rammentarmi “Quando sarai grande e anche tu avrai dei figli, capirai l’assurdità di ciò che dici adesso”. Io ho la memoria a breve termine quasi inesistente e quella a lungo termine non sta messa molto meglio (quando ero in dolce attesa davo la colpa alla gravidanza, ma adesso che le bimbe sono nate non ho più scuse!) e, se ancora mi ricordo le sue parole, significa che davvero me le ripeteva fino alla nausea.

Beh, adesso sono mamma anche io e finalmente posso capire che cosa significhi…

– Sì mamma, lo ammetto, ero giovane e ignorante. Avevi ragione tu, ma allora non potevo capirlo! Anzi, se hai qualche consiglio da darmi, non tirarti indietro!

E così, una volta nate le mie bimbe, chi si ricorda più dei miei progetti da generale dell’esercito svizzero? Mi ritrovo non solo disarmata, ma addirittura quasi totalmente incapace di gestire le situazioni!

Per carità, devo essere sincera, la primogenita è sempre stata una bimba eccezionale: dolce e tenerissima, pacata e tranquilla. La bimba modello che ogni madre sognerebbe di avere, finché… finché è nata la seconda.

Inizia la gara a chi fa i capricci più convincenti

Alla nascita della secondogenita c’è stata come una rivoluzione in casa nostra, mentre prima i capricci non sapevamo neanche cosa fossero, oggi sono un ostacolo contro cui dobbiamo combattere ogni giorno. E’ come se le si fosse accesa una lampadina, improvvisamente ha deciso che doveva farsi sentire e lo fa eccome!

La seconda poi non ne parliamo, lei i capricci ha imparato a farli ancora prima che le spuntasse il primo dentino. Messe assieme sono una bomba esplosiva, spesso e volentieri fano le gare di capricci, se Ginevra piange perché si è fatta male e io vado a consolarla, Elena mi si butta addosso cercando di attirare la mia attenzione. Appena metto giù Ginevra e prendo Elena in braccio, l’altra inizia a piangere dicendo che la sorella le ha tirato i capelli. Spesso e volentieri mi tocca girare per casa con una bimba per braccio e un carico di quasi 30kg in più sulla schiena, finché tutte e due si interessano ad altro e allora, solo allora posso metterle giù.

Devo ammetterlo, con la piccola è ancora abbastanza facile. Quando inizia un capricci e non so come farla smettere, me la siedo in braccio e le do il latte. Appena si appoggia al seno, come per magia, tutti i suoi problemi svaniscono ed io posso godermi quei 5 minuti di pace e silenzio. Tra poco compirà un anno e questa tattica, bene o male, dovrò metterla da parte. Già tremo all’idea!

I capricci della grande invece sono molto più complessi, spesso sono addirittura simulati! Ed io, me ne rendo perfettamente conto, non sempre reagisco nel modo giusto. Alcune volte cerco di ignorarla, altre volte le mie orecchie non ne vogliono proprio sapere di disattivarsi e mi innervosisco perdendo le staffe.

I capricci peggiori sono sempre in pubblico

Non c’è niente da fare, ho una figlia esibizionista. Sembra quasi prenderci gusto ad eseguire le sue migliori performance in pubblico, magari al supermercato o al parco, perché non vuole rientrare a casa.

Prima di Natale mi ero riproposta di andare al centro commerciale da sola, con le due bimbe al seguito, per un po’ di shopping natalizio. Era la prima volta che lo facevo, ho da poco preso la patente e fino ad allora ancora non me la sentivo di stare in auto per più di 20 minuti e, ancor meno, infilarmi in mezzo al traffico. Quel giorno l’ho fatto e forse avrei fatto meglio a starmene a casa. Non per il traffico…

Era andato tutto più o meno bene, non fosse per il fatto che Ginevra non ha ancora capito da dove arrivino i soldi e pensa che sia possibile comprare tutto ciò che si vuole. In qualche modo ero riuscita a superare (quasi) indenne il reparto giocattoli e arrivare alla cassa ma, quando ho fatto per consegnare il bancomat alla cassiera, mia figlia era scomparsa!

Non mi vergogno a dirlo, mi sono fatta letteralmente prendere dal panico. Ho lasciato soldi, borsa e passeggino in cassa, ho preso in braccio la piccola e mi sono messa a correre come una pazza per tutto il supermercato. L’ho ritrovata di lì a poco vicino alle giostrine per bambini, quelle a gettoni.

Il panico è crollato di colpo, facendo spazio ad una rabbia pazzesca. Credo di non essermi mai sentita così furiosa in tutta la mia vita, fino a quel momento avevo pensato di tutto, che si fosse persa, che fosse stata rapita… e invece lei tutta felice se ne stava davanti al cavalluccio aspettando che il bimbo che lo cavalcava terminasse il suo giro…

Me la sono caricata in spalla e mi sono diretta nuovamente in cassa. Lei urlava e strepitava perché la stavo portando via dalle sue giostre io, a metà Dicembre, grondavo di sudore dentro al mio cappotto ancora abbottonato ma non mi curavo minimamente di chi mi guardava pensando che fossi una pazza scatenata con una bimba urlante sulla spalla e la piccola che a sua volta piangeva sul braccio libero.

Quando la cassiera mi ha vista arrivare aveva ancora in mano il mio resto e una espressione in viso piuttosto spazientita. Ma pareva essere davvero molto giovane e, probabilmente non era neanche madre.

Quando diventerà una mamma lei stessa allora, forse, capirà.

 

Articolo scritto per il Blog Tank di Donna Moderna di Gennaio intitolato: E tu cosa fai di fronte ai capricci?

About Carla Medda

Carla Medda
L’essere diventata mamma per me è stata una grandissima opportunità di crescita personale e professionale. Il mio blog è la mia seconda anima, la vera essenza di me. Grazie a lui ho imparato tanto, sia sul lavoro che sulle relazioni personali. Un amico che, spero, mi accompagnerà ancora per tanti anni.

2 commenti

  1. Io non sono mamma ma mi hai fatto ricordare di quando eravamo piccole io e le mie due sorelle, la tua esperienza di capricci in pubblico è davvero da sembrare da pazzi agli occhi delle persone, però ti vedi una figlia scomparsa e ti prende il panico e poi la ritrovi ed è ovvio che partono i nervi per il fatto che si è allontanata e fa pure capricci!

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