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Le piccole cose che fanno la differenza

Le piccole cose che fanno la differenza

Le piccole cose che fanno la differenza

Sento di essere una madre molto fortunata (e quale madre non lo è?), ho due bambine stupende che amo con tutto il cuore e per il quale darei tutta la mia vita pur di sapere felici e in salute. Mi capita a volte di pensare a cosa vorrei per loro e non è un caso che mi vengano in mente mille progetti e, ne sono ben consapevole, buona parte di questi non si realizzeranno mai.

Qualche mese fa ho pubblicato un articolo che parlava di quale fosse la mia casa ideale. Un po’ con ironia e un po’ per davvero, ho voluto prendermela di lusso ed essere totalmente sincera: se i sogni devono restare tali, tanto vale farli in grande no?

Allo stesso modo, pensando al futuro vedo le mie bambine laureate, felicemente sposate con un uomo bello, bravo, intelligente e ricco e con tante nipotine (evviva le donne!) attorno a me. Pretendo troppo? Un tempo le ragazze avevano il matrimonio come unica aspirazione di vita e sognavano di incontrare il principe azzurro in groppa ad uno splendido stallone bianco. Oggi l’abbondanza di principi si è notevolmente ridotta, così come si sono ridimensionati i sogni delle ragazze e delle mamme.

Siamo diventate molto più realiste su ciò che riguarda noi stesse ma, per i nostri figli, la mente continua a galoppare forsennatamente. Le onsideriamo un prolungamento di noi stesse e dei nostri sogni e forse, egoisticamente, cerchiamo di far ottenere loro quel pizzico di felicità in più che a noi è mancata. Con questo non voglio dire di essere infelice e di condurre una vita indegna, anzi, sono ben consapevole del fatto che la vita con me è sempre stata davvero generosa, anche quando ho voluto darle un sonoro calcione nel di dietro.

Ma chi di noi non ha qualche ombra nel proprio passato che vorremmo tanto le nostre figlie e i nostri figli non vivessero mai? Beh io ce l’ho.

Così mi ritrovo a passare le giornate a fare tutti i miei calcoli machiavellici, sto attenta a non mettere mai in competizione le bambine per paura che la più sensibile possa risentirne poi da grande e sentirsi meno amata o meno vincente dell’altra, vorrei per loro una casa grande con giardino e, magari, anche lo spazio per creare un orticello biologico. Vorrei avere abbastanza soldi per garantire loro le migliori scuole al mondo, farle viaggiare per scoprire le altre culture, poter comprare la salute e tenerle al riparo dalle delusioni.

Ma la vita è tutta un’altra cosa, mi rendo conto che in competizione lo saranno sempre per forza di cose, sia tra loro che con e persone che avranno attorno, che molto probabilmente la villa non potrò mai pemettermela, che la salute non si può comprare (o almeno non sempre) e che le migliori scuole al mondo non ti rendono una persona di successo, se non hai determinazione e voglia di fare. In quel caso riusciresti ad emergere anche nella peggiore delle scuole della tua città.

Così osservo i miei gioielli e mi stupisco di come riescano ad entusiasmarsi per piccole cose come una formichina che trasporta una mollica di pane, una merenda fatta sull’erba di un prato piuttosto che sul tavolo di casa, di una bolla di sapone che si incolla al pavimento anziché scoppiare come al solito. Mi rendo conto che loro non pensano ancora a cosa succederà loro il prossimo mese, figurarsi tra 10 o 20 anni! Che sì, tocca a noi genitori preoccuparci per il loro futuro, ma è altrettanto importante vivere nel presente facendo loro scoprire quelle piccole cose che spesso agli occhi di noi adulti sfuggono.

Io ci provo, ma ammetto che non sempre riesco…

E voi che mamme siete?

About Carla Medda

Carla Medda
L’essere diventata mamma per me è stata una grandissima opportunità di crescita personale e professionale. Il mio blog è la mia seconda anima, la vera essenza di me. Grazie a lui ho imparato tanto, sia sul lavoro che sulle relazioni personali. Un amico che, spero, mi accompagnerà ancora per tanti anni.

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